San Mauro Abate - Pro loco AciCastello - Acitrezza - riviera dei ciclopi

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San Mauro Abate

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Il 15 gennaio, ad Aci Castello, nella splendida cornice di quello che fu il fulcro dello sviluppo del territorio delle Aci nel medioevo, viene celebrato il culto al Santo Patrono, San Mauro Abate.
Patrizio romano, vissuto dal 512 al 584, Mauro fu discepolo di San Benedetto da Norcia, il quale lo inviò, nel 543 circa, in Gallia, dove organizzò il primo nucleo di benedettini nell’Abazia di Glanfeuil, sulla Loira.
E’ da sempre il momento dell’ anno più sentito dai castellesi, e per l’ occasione, infatti, il paese si addobba a festa e cambia aspetto. I festeggiamenti vengono preceduti dal triduo di preparazione in chiesa, a partire dal primo gennaio.

Il giorno solenne viene celebrato di buon mattino dal suono delle campane e lo sparo dei mortaretti, mentre la banda musicale diffonde le sue note per tutto il paese. Salutato dai fedeli con lo sventolìo di fazzoletti bianchi e al grido "Divoti tutti e ccu vera fidi, viva Santu Mauru", alle 10 viene svelato in chiesa il Simulacro del Santo Protettore. Nel primo pomeriggio viene posto sulla "Vara" per iniziare il giro per le vie cittadine.
L’arrivo della “Vara” in piazza Castello viene accolto da una spettacolare manifestazione di fuochi d’ artificio. Durante il giro vengono raccolte offerte, denaro ed oggetti d'oro, in segno di gratitudine per grazie ricevute.

Momenti principali della serata sono: la preghiera per la pace nel mondo nei pressi del monumento ai caduti; "A calata di l'Angilu" (una statuetta rappresentante un angelo che scende dal cielo) nel piazzale di Porta Messina; i fuochi pirotecnici, accesi dai pescatori alla Marina, dopo la Benedizione del mare. San Mauro viene invocato per guarire da ogni malattia e in tutte le situazioni di difficoltà e pericolo.

Ma da dove proviene il culto per San Mauro?
Enrico Blanco racconta che I castellesi affondano nella leggenda le origini del simulacro di S. Mauro che ancor oggi si venera: un veliero, spinto dalla tempesta, aveva trovato rifugio nella marina ma era andato ad incagliarsi fra gli scogli. I castellesi, che avevano osservato da terra quei marinai in difficoltà, furono presto assieme a loro cercando di prestare aiuto ma tutti gli sforzi si rivelarono inutili: l'imbarcazione non riusciva a rimettersi in movimento, né era possibile tirarla a secco per la forza delle onde che da un momento all'altro minacciavano di farla a pezzi. Il capitano pensò di svuotare la stiva per alleggerire l'imbarcazione ma l'operazione non fu manco iniziata: il carico in gran parte era costituito da statue e, fra queste, c'era proprio quella di S. Mauro. Appena i castellesi la videro, chiesero al capitano di averla e, quando essa fu sopra gli scogli, la nave per miracolo fu subito in piena linea di galleggiamento, pronta a partire senza che fosse più necessario alleggerirla di alcunché. Così, dalla nave che si allontanava con i venti favorevoli, echeggiarono i Viva S. Mauro mescolandosi con sempre maggior forza a quelli dei castellesi che davano vita, dalla Marina alla Chiesa, alla prima delle secolari processioni che avrebbero contraddistinto la vita nel paese.

Per approfondimenti: www.parrocchia-acicastello.it

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